L’autore
Ciò che state per leggere rappresenta il frutto di una conversazione con l’Autore, poche settimane prima che Il Cristo ricaricabile arrivasse in libreria.
“Il mio libro migliore”
Il Cristo ricaricabile arriva all’apice di un momento di maturazione personale. E in genere, la maturità personale coincide con quella professionale.
È il libro per cui ho impiegato più tempo, mi è costato di più in termini di impegno, di tempo, di stress nervoso. Ho cominciato a scriverlo perché mi stuzzicava l’idea di raccontare di un tizio che comincia a fare miracoli senza nemmeno credere in Dio. È un’idea forte, di sicuro la più forte tra quelle che stanno alla base dei miei libri.
In una prima fase volevo dare al libro un’impronta comica, divertente. Le occasioni potevano essere infinite, infinite le variazioni sul tema. Per dire, il Messia che cammina sulle acque di una piscina: era un’immagine che avrei potuto inserire nel racconto ma che poi non ho inserito perché tutta la storia ha preso una piega diversa, e il tono è cambiato. Il tema poteva essere divertente, è vero, ma è anche molto delicato. E così è stato naturale scegliere un’altra prospettiva: parlare del dolore e della speranza, per le persone malate, che questo dolore possa essere alleviato. A poco a poco entri dentro qualcosa e te ne fai prendere: così la storia ha richiesto che io la raccontassi in un modo diverso rispetto ai progetti iniziali. Mentre scrivevo il Cristo, sentivo sempre più il peso di quello che stavo raccontando.
Il Cristo raccontato a un bambino
La religione è una medicina ricaricabile
Prove generali di fine del mondo
Scrivere per se stessi. Scrivere per gli altri
E’ possibile leggere l’intervista per intero qui: Intervista a Guglielmo Pispisa

C’è in versione ebook?